Condividere
la tua vita, la tua esperienza, qualcosa di tuo con le persone che ti
circondano, significa prendersi per mano e prepararsi per fare un cammino di
fraternità insieme, che diventa qualcosa di bello, di fantastico solo se tu
vivi nella condivisione, che non significa chiudersi in se stessi, ma implica
che tu vada verso il tuo prossimo trovando soluzioni ai tuoi problemi che sono
sempre più piccoli di te. Questa è l'unica soluzione per risolvere i problemi e
le difficoltà che ti assillano e attanagliano rendendo buia la tua vita.
Atto di Consacrazione alla
Madonna di San Luigi Maria Grignion da Montfort
O Sapienza eterna ed
incarnata, o amabilissimo e adorabilissimo Gesù, vero Dio e vero Uomo, Figlio
unico dell'eterno Padre e di Maria sempre Vergine, io ti adoro profondamente
sia nel seno e negli splendori del Padre, durante l'eternità, sia nel seno
verginale di Maria, tua degnissima Madre, nel tempo dell'Incarnazione.
Ti ringrazio perché ti sei
annientato prendendo la forma di uno schiavo, per liberarmi dalla crudele
schiavitù del demonio. Ti lodo e ti glorifico per aver voluto sottometterti a
Maria, tua santa Madre, in ogni cosa, al fine di rendermi per mezzo di lei
tuo schiavo fedele.
Ma, ingrato ed infedele che
sono, non ho mantenuto i voti e le promesse che ti ho fatto così solennemente
nel santo Battesimo e non ho adempiuto ai miei obblighi. Non merito di essere
chiamato tuo figlio e tuo schiavo. E siccome non c'è nulla in me che non
meriti le tue ripulse e il tuo sdegno, non oso più avvicinarmi da solo alla
tua santissima e augustissima Maestà.
Ricorrerò all'intercessione
della tua santa Madre, che mi hai assegnata come mediatrice presso di te: per
mezzo suo spero di ottenere da te la contrizione e il perdono dei miei
peccati, l'acquisto e la conservazione della sapienza.
Ti saluto, dunque, o Maria
Immacolata, tabernacolo vivente della Divinità, in cui nascosta la Sapienza
eterna vuol essere adorata dagli angeli e dagli uomini. Io ti saluto, Regina
del cielo e della terra, al cui impero è sottomesso ogni suddito di Dio. Ti
saluto, rifugio sicuro dei peccatori, la cui misericordia non mancò mai a
nessuno. Esaudisci i desideri che ho della divina Sapienza e ricevi i voti e
le offerte che la mia pochezza ti presenta.
Io (nome), peccatore infedele,
rinnovo e riaffermo nelle tue mani i voti del mio Battesimo: rinunzio per
sempre a Satana, alle sue vanità e alle sue opere, e mi do interamente a Gesù
Cristo, Sapienza incarnata, per portare dietro a Lui la mia croce, tutti i
giorni della mia vita.
E affinché gli sia più fedele
di quanto lo fui fin qui, io ti eleggo oggi, o Maria, alla presenza di tutta
la corte celeste, per mia Madre e Padrona.
Mi abbandono e consacro, come
schiavo, il mio corpo e la mia anima, i miei beni interiori ed esteriori, e
il valore stesso delle mie azioni buone, passate, presenti e future, lasciandoti
intero e pieno diritto di disporre di me e di quanto mi appartiene, senza
eccezione, per la maggior gloria di Dio nel tempo e nell'eternità.
Ricevi, o Vergine benigna,
questa piccola offerta della mia schiavitù, in onore e in unione della sottomissione
che la Sapienza eterna si compiacque di avere alla tua maternità, in omaggio
al potere che entrambi avete su questo miserabile peccatore, in
ringraziamento dei privilegi di cui ti favorì la Santissima Trinità.
Dichiaro che d'ora innanzi io
voglio, quale tuo vero schiavo, cercare il tuo onore e la tua obbedienza in
ogni cosa.
O Madre ammirabile, presentami
al tuo caro Figlio, in qualità d'eterno schiavo, affinché avendomi riscattato
per mezzo tuo, per mezzo tuo mi riceva.
O Madre di Misericordia,
concedimi la grazia di ottenere la vera sapienza di Dio e di mettermi nel
numero di quelli che tu ami, ammaestri, guidi, nutri e proteggi, come tuoi
figli e tuoi schiavi.
O Vergine fedele, rendimi in
tutte le cose un così perfetto discepolo, imitatore e schiavo della Sapienza
incarnata, Gesù Cristo, tuo Figlio, affinché io giunga, per tua intercessione
e a tuo esempio, alla pienezza della Sua età sulla terra e della Sua gloria
in Cielo.
Dio non ti chiedera' che modello di auto usavi....ma ti
chiedera' a quanta gente hai dato un passaggio !!
Dio non ti chiedera' i metri quadrati
della tua casa ......ti chiedera' quanta gente hai ospitato !!
Dio non ti chiedera' la marca dei
vestiti nel tuo armadio .....ti chiedera' quanta gente hai aiutato a vestirsi
!!
Dio non ti chiedera' quanto era alto
il tuo stipendio ......ti chiedera' sei hai venduto la tua coscenza per
ottenerlo !!
Dio non ti chiedera' qual era il tuo
titolo di studio .......ti chiedera' se hai fatto il tuo lavoro al meglio
delle tue capacita' !!
Dio non ti chiedera' quanti amici
avevi ......ti chiedera' quanta gente ti considerava suo amico !!
Dio non ti chiedera' in che quartiere
vivevi ......ti chiedera' come trattavi i tuoi vicini !!
Dio non ti chiedera' il colore della
tua pelle .....ti chiedera' la purezza della tua anima !!
Dio non ti chiedera' perche ' hai
tardato tanto a cercare la salvezza ......ti portera' con amore alla tua Casa
in cielo, e non alle porte dell' Inferno !!!
Dio non ti chiedera' a chi hai
scritto questo messaggio ......ti chiedera' se ti sei vergognato di amare !!
Dio non ti accusa : ti chiede solo di
predicare con l'esempio.....
cominciando ad augurare ogni bene a
tutti !!
DUE MINUTI PER LA VITA
Due minuti al giorno è il
tempo che Ti invitiamo ad offrire per aderire alla grande iniziativa di
preghiera per la vita che è iniziata il 7 ottobre 2005, in occasione della
festa della Beata Vergine del Rosario. Nella preghiera saranno ricordati:
i milioni di bambini
coinvolti,
le donne che hanno abortito,
quelle che stanno decidendo e sono ancora in tempo per tornare indietro,
i padri che hanno favorito o
subito un aborto volontario o che attualmente si trovano accanto ad una donna
che sta decidendo in merito,
i medici abortisti.
Le preghiere da recitarsi,
secondo queste intenzioni, sono:
Salve Regina,
Preghiera finale
dell'enciclica Evangelium Vitae di Giovanni Paolo II,
Angelo di Dio,
Eterno riposo.
Il tempo necessario è poco e
nessuno può dire di non riuscire a trovarlo nella propria giornata.
Con questo progetto si mira a
trovare 150.000 persone, ed oltre, che ogni giorno recitino queste preghiere.
Il numero corrisponde a quello - leggermente approssimato per eccesso - degli
aborti accertati che vengono praticati ogni anno in Italia. Per raggiungere
tale obiettivo abbiamo bisogno del tuo aiuto e della tua generosità per
riuscire a coinvolgere quante più persone possibili, tutte quelle a cui sta a
cuore la difesa della vita.
Unisciti quotidianamente alla
preghiera e fai girare la voce!
Ma servirà davvero per
difendere la vita?
"[...] è urgente una
grande preghiera per la vita, che attraversi il mondo intero".
(Giovanni Paolo II, Evangelium Vitae, n. 100)
Salve, Regina, madre di
misericordia,
vita, dolcezza e speranza
nostra, salve.
A te ricorriamo, esuli figli di
Eva;
a te sospiriamo, gementi e
piangenti in questa valle di lacrime.
Orsù dunque, avvocata nostra,
rivolgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi.
E mostraci, dopo questo esilio,
Gesù, il frutto benedetto del tuo seno.
O clemente, o pia, o dolce
Vergine Maria.
***
O Maria,
aurora del mondo nuovo,
Madre dei viventi,
affidiamo a Te la causa
della vita:
guarda, o Madre, al numero
sconfinato
di bimbi cui viene impedito
di nascere,
di poveri cui è reso
difficile vivere,
di uomini e donne vittime di
disumana violenza,
di anziani e malati uccisi
dall'indifferenza
o da una presunta pietà.
Fa' che quanti credono nel
tuo Figlio
sappiano annunciare con
franchezza e amore
agli uomini del nostro tempo
il Vangelo della vita.
Ottieni loro la grazia di
accoglierlo
come dono sempre nuovo,
la gioia di celebrarlo con
gratitudine
in tutta la loro esistenza
e il coraggio di
testimoniarlo
con tenacia operosa, per
costruire,
insieme con tutti gli uomini
di buona volontà,
la civiltà della verità e
dell'amore
a lode e gloria di Dio
creatore e amante della vita.
Giovanni Paolo II, Lettera Enciclica Evangelium Vitae sul valore
e l'inviolabilità della vita umana, n. 105
***
Angeli di Dio, che siete i
loro custodi, illuminateli, custoditeli,
reggete e governate loro che
vi furono affidati dalla pietà celeste.
Amen
***
L'eterno riposo dona loro, o
Signore,
e splenda ad essi la luce
perpetua.
Riposino in pace.
Amen
***
Maria, Regina della vita, prega per noi!
Giovanni Paolo II, prega per noi!
Domenica 5 Febbraio 2012
V DOMENICA
DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)
Grado della Celebrazione: DOMENICA Colore liturgico: Verde
Prima lettura
Gb
7,1-4.6-7
Notti di affanno mi sono state assegnate.
Dal libro
di Giobbe
Giobbe parlò e disse:
"L'uomo non compie forse un duro servizio sulla terra
e i suoi giorni non sono come quelli d'un mercenario?
Come lo schiavo sospira l'ombra
e come il mercenario aspetta il suo salario,
così a me sono toccati mesi d'illusione
e notti di affanno mi sono state assegnate.
Se mi corico dico: "Quando mi alzerò?".
La notte si fa lunga e sono stanco di rigirarmi fino all'alba.
I miei giorni scorrono più veloci d'una spola,
svaniscono senza un filo di speranza.
Ricòrdati che un soffio è la mia vita:
il mio occhio non rivedrà più il bene".
Parola di Dio
Salmo responsoriale
Sal
146
Risanaci,
Signore, Dio della vita.
È bello cantare inni al
nostro Dio,
è dolce innalzare la lode.
Il Signore ricostruisce Gerusalemme,
raduna i dispersi d'Israele.
Risana i cuori affranti
e fascia le loro ferite.
Egli conta il numero delle stelle
e chiama ciascuna per nome.
Grande è il Signore nostro,
grande nella sua potenza;
la sua sapienza non si può calcolare.
Il Signore sostiene i poveri,
ma abbassa fino a terra i malvagi.
Seconda lettura
1Cor
9,16-19.22-23
Guai a me se non annuncio il Vangelo.
Dalla prima
lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
Fratelli, annunciare il Vangelo non è per me un vanto, perché è una
necessità che mi si impone: guai a me se non annuncio il Vangelo!
Se lo faccio di mia iniziativa, ho diritto alla ricompensa; ma se non lo
faccio di mia iniziativa, è un incarico che mi è stato affidato. Qual è
dunque la mia ricompensa? Quella di annunciare gratuitamente il Vangelo
senza usare il diritto conferitomi dal Vangelo.
Infatti, pur essendo libero da tutti, mi sono fatto servo di tutti per
guadagnarne il maggior numero. Mi sono fatto debole per i deboli, per
guadagnare i deboli; mi sono fatto tutto per tutti, per salvare a ogni
costo qualcuno. Ma tutto io faccio per il Vangelo, per diventarne partecipe
anch'io.
Parola di Dio
Canto al Vangelo (Mt 8,17)
Alleluia, alleluia.
Cristo ha preso le nostre infermità
e si è caricato delle nostre malattie.
Alleluia.
Vangelo
Mc
1,29-39
Guarì molti che erano affetti da varie malattie.
Dal
Vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga, subito andò nella casa di
Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. La suocera di Simone
era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicinò e
la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva.
Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e
gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti
che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non
permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano.
Al mattino presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un
luogo deserto, e là pregava. Ma Simone e quelli che erano con lui si misero
sulle sue tracce. Lo trovarono e gli dissero: "Tutti ti cercano!". Egli
disse loro: "Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi
anche là; per questo infatti sono venuto!".
E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i
demòni.
Missione: hobby, optional, impegno - così potremmo aprire il commento alla
5a domenica t.o., leggendo e meditando le letture offerte in questa
domenica.
Elemento comune è il movimento verso l'altro per predicare il Verbo della
salvezza.
La nostra missione dunque, come Cristo, è quella di essere sempre in
cammino testimoniando con la propria Vita quello che si annuncia.
Penso che il predicare la Parola, sia questo fatto dal mondo presbiteriale
o dal mondo laico, non possa tradursi in un semplice espressione hobbistica
o un optional linguistico verbale, ma debba esprimersi in un costante,
convinto e responsabile impegno.
Oggi purtroppo si fa un gran parlare in ogni dove di nuova conversione, di
nuova rievangelizzazione, di rinnovato annuncio della Parola, e tutto ciò
avrebbe un senso se recuperassimo la sequela del nostro primo e vero
Missionario: Cristo Gesù.
La missione è un dono, è una responsabilità, non è una attività che si
sceglie motu proprio; dice San Paolo: "Non è per me un
vanto predicare il Vangelo; è un dovere per me: guai a me se non
evangelizzassi!... E' un incarico che mi è stato affidato!"
L'annuncio della Parola non deve essere motivo per diffondere il proprio
punto di vista o la propria interpretazione.
L'annuncio deve trovare correlazione coerente tra radicalità evangelica e
vita quotidiana.
E ciò nella vita di tutti i giorni, nei luoghi di lavoro e di vita sociale,
in cui si creano occasioni di testimonianza e di comunicazione del Vangelo.
A noi che siamo chiamati nella quotidianietà e a coloro che per ministero
sono chiamati all'annuncio non può e non deve mancare il coraggio associata
alla discrezione.
Ovvero sia il coraggio di annunciare apertamente e liberamente la Parola,
ma senza forme di esibizionismo o esteriorità tali da inficiare il
messaggio evangelico nella sua forma e nel suo contenuto.
Cristo nato e Cristo risorto due momenti forti, ma anche due momenti quasi
intimi in presenza di poche ed umili persone, quali i pastori, quali le pie
donne.
E questo atteggiamento deve essere una missione di ogni giorno come
persona, come coppia, come famiglia, come comunità che sa affidarsi a Dio
ed alla semplicità del suo messaggio evangelico, traducendolo in azioni
concrete di attenzione prima all'interno della piccola cellula familiare
domestica per poi rivolgersi verso il prossimo vicino e lontano.
Riflessioni:
- Ogni giorno sono capace di "interpretare" coerentemente
l'annuncio evangelico con i miei comportamenti?
- Come Coppia, come Famiglia cerchiamo di comunicarci la forza della Parola
per superare i momenti di difficoltà?
- La mia e nostra vita è una concreta e visibile testimonianza di coerenza
tra quello che ascolto, annuncio, agisco?
La preghiera di Gesù e di Ogni Cristiano al
termine della giornata trascorsa
[1]Così parlò
Gesù. Quindi, alzati gli occhi al cielo, disse: "Padre, è giunta
l'ora, glorifica il Figlio tuo, perché il Figlio glorifichi te. [2]Poiché
tu gli hai dato potere sopra ogni essere umano, perché egli dia la vita
eterna a tutti coloro che gli hai dato. [3]Questa è la vita eterna:
che conoscano te, l'unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo. [4]Io
ti ho glorificato sopra la terra, compiendo l'opera che mi hai dato da
fare. [5]E ora, Padre, glorificami davanti a te, con quella gloria
che avevo presso di te prima che il mondo fosse.
[6]Ho fatto
conoscere il tuo nome agli uomini che mi hai dato dal mondo. Erano tuoi e
li hai dati a me ed essi hanno osservato la tua parola. [7]Ora essi
sanno che tutte le cose che mi hai dato vengono da te, [8]perché le
parole che hai dato a me io le ho date a loro; essi le hanno accolte e
sanno veramente che sono uscito da te e hanno creduto che tu mi hai
mandato. [9]Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per coloro
che mi hai dato, perché sono tuoi. [10]Tutte le cose mie sono tue e
tutte le cose tue sono mie, e io sono glorificato in loro. [11]Io
non sono più nel mondo; essi invece sono nel mondo, e io vengo a te. Padre
santo, custodisci nel tuo nome coloro che mi hai dato, perché siano una
cosa sola, come noi.
[12]Quand'ero con
loro, io conservavo nel tuo nome coloro che mi hai dato e li ho custoditi;
nessuno di loro è andato perduto, tranne il figlio della perdizione, perché
si adempisse la Scrittura. [13]Ma ora io vengo a te e dico queste
cose mentre sono ancora nel mondo, perché abbiano in se stessi la pienezza
della mia gioia. [14]Io ho dato a loro la tua parola e il mondo li
ha odiati perché essi non sono del mondo, come io non sono del mondo.
[15]Non chiedo
che tu li tolga dal mondo, ma che li custodisca dal maligno. [16]Essi
non sono del mondo, come io non sono del mondo. [17]Consacrali nella
verità. La tua parola è verità. [18]Come tu mi hai mandato nel
mondo, anch'io li ho mandati nel mondo; [19]per loro io consacro me
stesso, perché siano anch'essi consacrati nella verità.
[20]Non prego
solo per questi, ma anche per quelli che per la loro parola crederanno in
me; [21]perché tutti siano una sola cosa. Come tu, Padre, sei in me
e io in te, siano anch'essi in noi una cosa sola, perché il mondo creda che
tu mi hai mandato.
[22]E la gloria
che tu hai dato a me, io l'ho data a loro, perché siano come noi una cosa
sola. [23]Io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell'unità e
il mondo sappia che tu mi hai mandato e li hai amati come hai amato me.
[24]Padre, voglio
che anche quelli che mi hai dato siano con me dove sono io, perché
contemplino la mia gloria, quella che mi hai dato; poiché tu mi hai amato
prima della creazione del mondo.
[25]Padre giusto,
il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto; questi sanno che tu
mi hai mandato. [26]E io ho fatto conoscere loro il tuo nome e lo
farò conoscere, perché l'amore con il quale mi hai amato sia in essi e io
in loro".
La preghiera sacerdotale di Gesù.
La preghiera che Gesù ha rivolto al
Padre mentre si trovava nell'orto del Getsemani , riportata nel capitolo
diciassettesimo del Vangelo di San Giovanni, esprime tutto il suo amore per
la sua chiesa nascente (gli "uomini che tu mi 'hai dati dal
mondo").
Gesù rivela la premura per i suoi discepoli nelle parole contenute nel
versetto 9: "Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per quelli
che tu mi 'hai dato, perché sono tuoi" e, conoscendo le prove alle
quali gli stessi sarebbero stati sottoposti in seguito, aggiunse:
"Padre santo, conservali nel tuo nome, essi che tu mi hai dati,
affinché siano uno, come noi" (vers. 11).
Gesù sapeva
che l'uomo, pellegrino in questo mondo, è soggetto al continuo bersaglio
dei colpi di un nemico che vuole
impedirgli la salvezza che otterrà al raggiungimento della patria celeste
ove è diretto.
Per questo Gesù, desiderando che l'uomo compia interamente ed integralmente
il cammino verso la salvezza, rivolto al Padre, dice: "Io non ti prego
che tu li tolga dal mondo, ma che tu li preservi dal maligno".
Consapevole della rinuncia al mondo dei suoi discepoli, Gesù prega ancora
così il Padre: "Santificali nella verità: la tua parola è verità"
(vers. 17).
La preghiera di Gesù è eterna come Egli è eterno. La sua intercessione è
valida anche oggi, domani e sempre, fino al completamento della Sua Chiesa,
infatti Egli disse: "Io non prego soltanto per questi, ma anche per
quelli che credono in me per mezzo della loro parola" (vers. 20).
Infine Gesù espone lo scopo finale della sua preghiera dicendo ancora:
"...che siano tutti uno".
Ma questa
"unità" nello Spirito Santo, nell'Amore con la A maiuscola (per intendere con questo l'Amore
di Dio), voluta da Gesù, non si limita alle persone dei suoi discepoli, ma
comprende anche le persone del Padre e di se stesso. Per questo dice, di
seguito nel versetto 21: "...che come tu, o Padre, sei in me, ed io
sono in te, anch'essi siano in noi, affinché il mondo creda che tu mi hai
mandato".
Per
tale fine, per questa unione perfetta con la Trinità, nella Verità, Gesù
concesse la gloria avuta dal Padre anche ai suoi discepoli i quali,
infatti, poterono operare gloriosamente nel suo nome segni, prodigi e
miracoli, rivelandosi al mondo come "eletti ed amati da Dio"
(vedi Romani 1:7; 1° Tessalonicesi 1:4; Colossesi 3:12).
"E io ho dato loro la gloria che tu hai dato a me, affinché siano uno
come noi siamo uno; io in loro, e tu in me; acciocché siano perfetti
nell'unità, e affinché il mondo conosca che tu mi hai mandato, e che li ami
come hai amato me" (vers.22-23).
Senza "questa unità" ogni evangelizzazione sarà vana, il mondo
non potrà credere!
Ma l'unione
perfetta voluta da Gesù doveva essere anche indissolubile per l'eternità. Egli dice ancora infatti:
"Padre, io voglio che dove sono io, siano meco anche quelli che tu mi
hai dati, affinché vedano la mia gloria che tu mi hai data; poiché tu mi
hai amato avanti la fondazione del mondo.
Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto; e
questi hanno conosciuto che tu mi hai mandato; ed io ho fatto loro
conoscere il tuo nome, e lo farò conoscere, affinché l'amore del quale tu
mi hai amato sia in loro, ed io in loro" (vers.24-26).
Ora, considerando questa santa e sublime volontà di Gesù Cristo, nostro
Signore, e tutti quelli che viviamo la fede (così come riassunta nel credo
di Nicea e successive modifiche, promulgato a Calcedonia nell'anno 451 )
dovremmo chiederci:
1. Siamo "così" uniti o viviamo arroccati in
"religioni" diverse?
2. Quali passi abbiamo fatto verso i fratelli che vivono un cristianesimo
che presenta diversità di opinioni dalla nostra?
3. Ci siamo riuniti sotto la guida dello Spirito Santo per un sano ed
onesto confronto al fine di correggere chi, in buona fede, vive ed opera
secondo credenze che non hanno fondamento scritturale?
4. Siamo disposti a mettere in discussione noi stessi, le nostre
convinzioni e la nostra sapienza, per accettare unicamente quella Verità
che procede da Dio? (abbiamo letto: "Santificali nella Verità, la Tua
Parola è Verità", Giov. 17:17).
5. Perché diciamo al Padre nostro "venga il Tuo regno" se poi vogliamo
regnare noi nel nostro cuore?
6. Apparteniamo ad una denominazione religiosa o a Cristo?
7. Siamo solo "religiosi" o cristiani?
8. Ed infine, siamo veramente cristiani? - Perché, se è così, possiamo
verificarlo; la Parola dice per questo: "Se dunque uno è in Cristo,
egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate, ecco, sono
diventate nuove" (2° Corinzi 5:17); se siamo veri cristiani, la nostra
vecchia vita deve oggi essere diversa; è così per noi?
9. In cosa identifichiamo la Chiesa di Cristo, in un'organizzazione che si
dice tale o in quella "universale", che solo Egli rivelerà nel
giorno del radunamento dei santi?
10. Da quale segno ci riconosceranno come discepoli di Cristo, da un abito,
da una etichetta religiosa?
È vero, un segno di distinzione esiste ed è stato lo stesso Maestro ad
indicarcelo. Egli disse: "Da questo conosceranno tutti che siete miei
discepoli, se avete amore gli uni per gli altri" (Giovanni 13:35); e,
come sappiamo, l'Amore non divide, ma unisce.