IL
RESPIRO DELL'ANIMA
In questo tempo le notizie come i fatti scorrono attraverso i canali di
informazione con una rapidità impressionante, tale da frastornare l'uomo e
renderlo incapace di ricercare le risposte definitive ai grandi interrogativi
come il senso del vivere, del morire, delle tematiche dell'aldilà, che da
sempre agitano il cuore umano.
Catturato dal proprio "io" l'uomo perde la capacità di comprendere
Dio poiché è un argomento privo di interesse immediato. Del resto, la persona
schiava dell'orgoglio e dell'egoismo non sa chi è veramente, da dove arriva e
dove va, nemmeno conosce da dove provengono le energie per affrontare la
vita.
Abbattere questo perfido orgoglio personale permette di spaziare con lo
sguardo oltre il piccolo mondo personale per acquisire vitalità, per aprirsi
alla Sapienza, per istruire il cuore e lanciarlo con impeto alla conquista
della vita eterna.
Ogni uomo ha in sé il desiderio di entrare direttamente in contatto con il
divino, al di là di tutte le rappresentazioni proposte dalle Chiese ufficiali.
Spegnere questo anelito per dedicarsi totalmente al lavoro, agli affari, alla
mancanza di tempo per non vivere la condizione di canna pensante, spegne il
sole dello spirito e introduce l'essere nella notte angosciosa dove spaziano
lugubri tenebre.
La società dei nostri tempi non pare favorire il crescere di personalità
capaci di serenità e di raccoglimento in mezzo alle vicende dell'esistenza.
Si parla molto della qualità della vita, ma il numero delle persone stressate
e depresse non è mai stato così alto. Vi è pure la tendenza a formare
individui standardizzati, senza nessuna originalità, che assorbono tutti le
stesse informazioni e consumano gli stessi passatempi. La società è pure un
mondo scettico, relativista, nel quale i valori morali fondamentali sono
contestati.
Scrisse Pascal: "Gli increduli che non hanno trovato Dio e che vivono
senza cercarlo sono pazzi e infelici". Prosegue il grande filosofo
nonché matematico: "È decisivo per tutta la vita sapere se l'anima è
mortale oppure immortale, se vi è un aldilà dopo la morte, se vi è un Dio che
ci accoglie e ci giudica". Questa prospettiva di vincere l'infinito deve
spingerci a giocare la vita per vincere il magnifico premio di una felicità
infinita.
Molti tuttavia si accontentano di un debole pensiero che né soddisfa, né
appaga la fame di spiritualità, mai definitivamente sopita perché radicata
nell'anima. È perciò essenziale attingere alle meditazioni per riscattare la
tiepidezza e l'assuefazione accomodante, per portare tanti frutti e una nuova
luce in grado di illuminare la mente.
Bisogna ritrovare attraverso una rinnovata coscienza di Sé il senso della
vita. Occorre riannodare il rapporto con l'Onnipotente e con i fratelli, per
rigenerare quella energia capace di scuotere la coscienza, ridestare
l'entusiasmo e l'amore per il dono della vita. Insomma bisogna stabilire quel
dialogo dell'anima con Dio Creatore attraverso un itinerario di fede e di
speranza, per realizzare quel ponte spirituale tra cielo e terra,
indispensabile per la crescita spirituale e la dignità.
Meditare su argomenti che possono rispondere a pressanti interrogativi: se
l'anima esiste, sulla tiepidezza, il peccato, l'inferno, il valore del tempo,
la Parola di Dio e altro, riflessioni indispensabili per riattivare il
potenziale di bene spesso sepolto sotto una spessa coltre di indifferenza.
Si può percorrere, attraverso le pagine che seguono, un'esplorazione, atta a
scoprire gli elementi per una riflessione personale e utile al respiro
dell'anima.
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