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Atto di Consacrazione alla Madonna di San Luigi Maria Grignion da Montfort

O Sapienza eterna ed incarnata, o amabilissimo e adorabilissimo Gesù, vero Dio e vero Uomo, Figlio unico dell'eterno Padre e di Maria sempre Vergine, io ti adoro profondamente sia nel seno e negli splendori del Padre, durante l'eternità, sia nel seno verginale di Maria, tua degnissima Madre, nel tempo dell'Incarnazione.

Ti ringrazio perché ti sei annientato prendendo la forma di uno schiavo, per liberarmi dalla crudele schiavitù del demonio. Ti lodo e ti glorifico per aver voluto sottometterti a Maria, tua santa Madre, in ogni cosa, al fine di rendermi per mezzo di lei tuo schiavo fedele.

Ma, ingrato ed infedele che sono, non ho mantenuto i voti e le promesse che ti ho fatto così solennemente nel santo Battesimo e non ho adempiuto ai miei obblighi. Non merito di essere chiamato tuo figlio e tuo schiavo. E siccome non c'è nulla in me che non meriti le tue ripulse e il tuo sdegno, non oso più avvicinarmi da solo alla tua santissima e augustissima Maestà.

Ricorrerò all'intercessione della tua santa Madre, che mi hai assegnata come mediatrice presso di te: per mezzo suo spero di ottenere da te la contrizione e il perdono dei miei peccati, l'acquisto e la conservazione della sapienza.

Ti saluto, dunque, o Maria Immacolata, tabernacolo vivente della Divinità, in cui nascosta la Sapienza eterna vuol essere adorata dagli angeli e dagli uomini. Io ti saluto, Regina del cielo e della terra, al cui impero è sottomesso ogni suddito di Dio. Ti saluto, rifugio sicuro dei peccatori, la cui misericordia non mancò mai a nessuno. Esaudisci i desideri che ho della divina Sapienza e ricevi i voti e le offerte che la mia pochezza ti presenta.

Io (nome), peccatore infedele, rinnovo e riaffermo nelle tue mani i voti del mio Battesimo: rinunzio per sempre a Satana, alle sue vanità e alle sue opere, e mi do interamente a Gesù Cristo, Sapienza incarnata, per portare dietro a Lui la mia croce, tutti i giorni della mia vita.

E affinché gli sia più fedele di quanto lo fui fin qui, io ti eleggo oggi, o Maria, alla presenza di tutta la corte celeste, per mia Madre e Padrona.

Mi abbandono e consacro, come schiavo, il mio corpo e la mia anima, i miei beni interiori ed esteriori, e il valore stesso delle mie azioni buone, passate, presenti e future, lasciandoti intero e pieno diritto di disporre di me e di quanto mi appartiene, senza eccezione, per la maggior gloria di Dio nel tempo e nell'eternità.

Ricevi, o Vergine benigna, questa piccola offerta della mia schiavitù, in onore e in unione della sottomissione che la Sapienza eterna si compiacque di avere alla tua maternità, in omaggio al potere che entrambi avete su questo miserabile peccatore, in ringraziamento dei privilegi di cui ti favorì la Santissima Trinità.

Dichiaro che d'ora innanzi io voglio, quale tuo vero schiavo, cercare il tuo onore e la tua obbedienza in ogni cosa.

O Madre ammirabile, presentami al tuo caro Figlio, in qualità d'eterno schiavo, affinché avendomi riscattato per mezzo tuo, per mezzo tuo mi riceva.

O Madre di Misericordia, concedimi la grazia di ottenere la vera sapienza di Dio e di mettermi nel numero di quelli che tu ami, ammaestri, guidi, nutri e proteggi, come tuoi figli e tuoi schiavi.

O Vergine fedele, rendimi in tutte le cose un così perfetto discepolo, imitatore e schiavo della Sapienza incarnata, Gesù Cristo, tuo Figlio, affinché io giunga, per tua intercessione e a tuo esempio, alla pienezza della Sua età sulla terra e della Sua gloria in Cielo.

Amen.

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ZAMMERU MASCHILE - UNA TESTIMONIANZA NEL WEB

 

 

Dio non ti chiedera' che modello di auto usavi....ma ti chiedera' a quanta gente hai dato un passaggio !!

 

Dio non ti chiedera' i metri quadrati della tua casa ......ti chiedera' quanta gente hai ospitato !!

 

Dio non ti chiedera' la marca dei vestiti nel tuo armadio .....ti chiedera' quanta gente hai aiutato a vestirsi !!

 

Dio non ti chiedera' quanto era alto il tuo stipendio ......ti chiedera' sei hai venduto la tua coscenza per ottenerlo !!

 

Dio non ti chiedera' qual era il tuo titolo di studio .......ti chiedera' se hai fatto il tuo lavoro al meglio delle tue capacita' !!

 

Dio non ti chiedera' quanti amici avevi ......ti chiedera' quanta gente ti considerava suo amico !!

 

Dio non ti chiedera' in che quartiere vivevi ......ti chiedera' come trattavi i tuoi vicini !!

 

Dio non ti chiedera' il colore della tua pelle .....ti chiedera' la purezza della tua anima !!

 

Dio non ti chiedera' perche ' hai tardato tanto a cercare la salvezza ......ti portera' con amore alla tua Casa in cielo, e non alle porte dell' Inferno !!!

 

Dio non ti chiedera' a chi hai scritto questo messaggio ......ti chiedera' se ti sei vergognato di amare !!

 

Dio non ti accusa : ti chiede solo di predicare con l'esempio.....

cominciando ad augurare ogni bene a tutti !!

 

 

DUE MINUTI PER LA VITA

 

Due minuti al giorno è il tempo che Ti invitiamo ad offrire per aderire alla grande iniziativa di preghiera per la vita che è iniziata il 7 ottobre 2005, in occasione della festa della Beata Vergine del Rosario. Nella preghiera saranno ricordati:

i milioni di bambini coinvolti,

le donne che hanno abortito, quelle che stanno decidendo e sono ancora in tempo per tornare indietro,

i padri che hanno favorito o subito un aborto volontario o che attualmente si trovano accanto ad una donna che sta decidendo in merito,

i medici abortisti.

Le preghiere da recitarsi, secondo queste intenzioni, sono:

Salve Regina,

Preghiera finale dell'enciclica Evangelium Vitae di Giovanni Paolo II,

Angelo di Dio,

Eterno riposo.

Il tempo necessario è poco e nessuno può dire di non riuscire a trovarlo nella propria giornata.

Con questo progetto si mira a trovare 150.000 persone, ed oltre, che ogni giorno recitino queste preghiere. Il numero corrisponde a quello - leggermente approssimato per eccesso - degli aborti accertati che vengono praticati ogni anno in Italia. Per raggiungere tale obiettivo abbiamo bisogno del tuo aiuto e della tua generosità per riuscire a coinvolgere quante più persone possibili, tutte quelle a cui sta a cuore la difesa della vita.

Unisciti quotidianamente alla preghiera e fai girare la voce!

Ma servirà davvero per difendere la vita?

"[...] è urgente una grande preghiera per la vita, che attraversi il mondo intero".

(Giovanni Paolo II, Evangelium Vitae, n. 100)

 

Salve, Regina, madre di misericordia,

vita, dolcezza e speranza nostra, salve.

A te ricorriamo, esuli figli di Eva;

a te sospiriamo, gementi e piangenti in questa valle di lacrime.

Orsù dunque, avvocata nostra, rivolgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi.

E mostraci, dopo questo esilio, Gesù, il frutto benedetto del tuo seno.

O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria.

***

O Maria,

aurora del mondo nuovo,

Madre dei viventi,

affidiamo a Te la causa della vita:

guarda, o Madre, al numero sconfinato

di bimbi cui viene impedito di nascere,

di poveri cui è reso difficile vivere,

di uomini e donne vittime di disumana violenza,

di anziani e malati uccisi dall'indifferenza

o da una presunta pietà.

Fa' che quanti credono nel tuo Figlio

sappiano annunciare con franchezza e amore

agli uomini del nostro tempo

il Vangelo della vita.

Ottieni loro la grazia di accoglierlo

come dono sempre nuovo,

la gioia di celebrarlo con gratitudine

in tutta la loro esistenza

e il coraggio di testimoniarlo

con tenacia operosa, per costruire,

insieme con tutti gli uomini di buona volontà,

la civiltà della verità e dell'amore

a lode e gloria di Dio creatore e amante della vita.

Giovanni Paolo II, Lettera Enciclica Evangelium Vitae sul valore e l'inviolabilità della vita umana, n. 105

***

Angeli di Dio, che siete i loro custodi, illuminateli, custoditeli,

reggete e governate loro che vi furono affidati dalla pietà celeste.

Amen

***

L'eterno riposo dona loro, o Signore,

e splenda ad essi la luce perpetua.

Riposino in pace.

Amen

***

Maria, Regina della vita, prega per noi!

Giovanni Paolo II, prega per noi!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



Domenica 29 Gennaio 2012

  IV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)

Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: Verde

 

Prima lettura

Dt 18,15-20
Susciterò un profeta e gli porrò in bocca le mie parole.

Dal libro del Deuterònomio

Mosè parlò al popolo dicendo:
"Il Signore, tuo Dio, susciterà per te, in mezzo a te, tra i tuoi fratelli, un profeta pari a me. A lui darete ascolto.
Avrai così quanto hai chiesto al Signore, tuo Dio, sull'Oreb, il giorno dell'assemblea, dicendo: "Che io non oda più la voce del Signore, mio Dio, e non veda più questo grande fuoco, perché non muoia".
Il Signore mi rispose: "Quello che hanno detto, va bene. Io susciterò loro un profeta in mezzo ai loro fratelli e gli porrò in bocca le mie parole ed egli dirà loro quanto io gli comanderò. Se qualcuno non ascolterà le parole che egli dirà in mio nome, io gliene domanderò conto. Ma il profeta che avrà la presunzione di dire in mio nome una cosa che io non gli ho comandato di dire, o che parlerà in nome di altri dèi, quel profeta dovrà morire"".

Parola di Dio

 

Salmo responsoriale

Sal 94

Ascoltate oggi la voce del Signore.

Venite, cantiamo al Signore,
acclamiamo la roccia della nostra salvezza.
Accostiamoci a lui per rendergli grazie,
a lui acclamiamo con canti di gioia.

Entrate: prostràti, adoriamo,
in ginocchio davanti al Signore che ci ha fatti.
È lui il nostro Dio
e noi il popolo del suo pascolo,
il gregge che egli conduce.

Se ascoltaste oggi la sua voce!
"Non indurite il cuore come a Merìba,
come nel giorno di Massa nel deserto,
dove mi tentarono i vostri padri:
mi misero alla prova
pur avendo visto le mie opere".

 

Seconda lettura

1Cor 7,32-35
La vergine si preoccupa delle cose del Signore, per essere santa.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Fratelli, io vorrei che foste senza preoccupazioni: chi non è sposato si preoccupa delle cose del Signore, come possa piacere al Signore; chi è sposato invece si preoccupa delle cose del mondo, come possa piacere alla moglie, e si trova diviso!
Così la donna non sposata, come la vergine, si preoccupa delle cose del Signore, per essere santa nel corpo e nello spirito; la donna sposata invece si preoccupa delle cose del mondo, come possa piacere al marito.
Questo lo dico per il vostro bene: non per gettarvi un laccio, ma perché vi comportiate degnamente e restiate fedeli al Signore, senza deviazioni.

Parola di Dio

 

 

Canto al Vangelo (Mt 4, 16)
Alleluia, alleluia.
Il popolo che abitava nelle tenebre
vide una grande luce,
per quelli che abitavano in regione e ombra di morte
una luce è sorta.
Alleluia.

 

Vangelo

Mc 1,21-28
Insegnava loro come uno che ha autorità.

Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, [a Cafàrnao,] insegnava. Ed erano stupiti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi.
Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare, dicendo: "Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!". E Gesù gli ordinò severamente: "Taci! Esci da lui!". E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui.
Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: "Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!".
La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea.

Parola del Signore

 

Commento (29-01-2012)

 

Per noi

"Ascoltate oggi la voce del Signore". Il ritornello del Salmo invita ciascuno di noi a prestare attenzione alle parole del Signore Gesù, perché sono il fondamento della nostra salvezza.
Gesù, parlando con autorità (1,22), e liberando l'uomo dal male (v.25), invita la creatura a disfarsi di ogni preoccupazione, e a intraprendere il cammino di conversione che solo Lui può concedere. Infatti, la guarigione dell'uomo "posseduto da uno spirito impuro" (v.23) è il segno esterno di quel riscatto di cui tutti abbiamo bisogno, e che tutti possiamo sperimentare se accettiamo di farci raggiungere dal Signore. Il Maestro, Colui che parla con autorità, cioè in modo diverso rispetto agli altri scribi (v.22), è capace di ridare speranza al nostro cuore, distrutto dai disagi quotidiani.
In che modo riusciremo a riconoscere la Sua voce? Come faremo ad accorgerci della Sua presenza? Chi ci dirà se la strada che percorriamo è quella giusta?
San Marco racconta che l'episodio del miracolo è compiuto nella sinagoga (v.23), nella comunità. Dunque, solo all'interno della Chiesa, l'uomo è sicuro di entrare in contatto con il Salvatore. La comunità dei credenti, frutto diretto della comunione con la vita nuova realizzata da Cristo Gesù, rende visibile il segno supremo del Suo amore, cioè il mistero (sacramento) della Sua persona. Tale mistero è stabilito nella grazia dei sacramenti, specialmente l'eucaristia; per cui, celebrandoli, la Chiesa rende presente, nell'oggi della storia, l'amore eterno di Dio verso l'uomo. Vivere in quest'inconto d'amore significa, perciò, abbandonare le false percezioni che potremmo avere riguardo la Chiesa, e crescere nella fede, meditando la Parola e partecipando ai sacramenti. Solamente in questo modo, saremo in grado di distinguere l'appello autorevole del Maestro alla salvezza: "non sei più schiavo delle realta futili del mondo che ottenebrano il cuore e ti impediscono di guardare in Alto, ma sei libero di amare".
Non sentiamoci vinti dalle angustie: la forza della Parola sta proprio nella sua capacità di far ricominciare tutto da capo. Ma, nulla può essere riformato se prima non diciamo il nostro si al Rendentore, e un no deciso a tutto quello che ci impedisce di camminare dietro le Sue orme.

La guarigione dell'indemoniato è il primo esorcismo raccontato nel Vangelo di Marco. Mi colpisce che questa scena avvenga nella sinagoga e non in una viottola della periferia di Cafarnao... La prima liberazione, cioè, avviene dentro la comunità, nel luogo della preghiera e dell'incontro. La scelta che ha guidato i primi passi della vita pubblica del Rabbì invita ciascuno di noi a partire da "dentro", da quell'impasto meraviglioso di santità e di peccato, di slanci e di fatiche, di eroismi e di mediocrità che sono le nostre comunità.
Prima di puntare il dito fuori, siamo interpellati a scrutare la nostra vita comunitaria, a smuovere i macigni che impediscono di percorrere le strade della fraternità, a ritrovare sentieri di speranza, a far circolare aria fresca, a sbarrare i vicoli senza uscita della superficialità e a non impantanarci nei fanghi del formalismo.
Ricordiamo sempre che la Chiesa non è una comunità di perfetti ma di peccatori perdonati e redenti che invitano alla conversione e testimoniano che cambiare si può.
Basta sceglierlo.
Basta mettersi nelle sue mani.
I discepoli di Gesù che hanno sperimentato sulla loro pelle la potenza trasformante del perdono, annunciano che stare con Gesù è più bello di quanto si possa immaginare e più straordinario di quanto si osi sperare.
No, non serve essere perfetti.
Il Rabbì non se ne fa nulla di una combriccola dei superman della fede.
Gesù vuole discepoli che si lascino perdonare, amare, trasformare; uomini e donne che abbiamo il coraggio e la follia di camminare al suo fianco e di annunciare a tutti che con Lui o senza di Lui non è la stessa cosa.
Mi colpisce che la prima parola rivolta da Gesù all'indemoniato sia un invito al silenzio: "Taci". Marco utilizza un verbo molto forte che richiama il gesto di mettere la museruola. Per essere raggiunti, toccati e trasformati dalla Parola occorre stare in silenzio, fermarsi, interrompere le frenesie pastorali e dare tempo al seme gettato in terra di marcire e di portare frutto.
Taci. Fermati. Ascolta. Guarda. Sentiti. Vivi.

Buona settimana

 

Commento video al vangelo: www.youtube.com/user/paolocurtaz

 

 

LA PREGHIERA SACERDOTALE DI GESÙ

Giovanni - Capitolo 17

La preghiera di Gesù e di Ogni Cristiano al termine della giornata trascorsa

[1]Così parlò Gesù. Quindi, alzati gli occhi al cielo, disse: "Padre, è giunta l'ora, glorifica il Figlio tuo, perché il Figlio glorifichi te. [2]Poiché tu gli hai dato potere sopra ogni essere umano, perché egli dia la vita eterna a tutti coloro che gli hai dato. [3]Questa è la vita eterna: che conoscano te, l'unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo. [4]Io ti ho glorificato sopra la terra, compiendo l'opera che mi hai dato da fare. [5]E ora, Padre, glorificami davanti a te, con quella gloria che avevo presso di te prima che il mondo fosse.

[6]Ho fatto conoscere il tuo nome agli uomini che mi hai dato dal mondo. Erano tuoi e li hai dati a me ed essi hanno osservato la tua parola. [7]Ora essi sanno che tutte le cose che mi hai dato vengono da te, [8]perché le parole che hai dato a me io le ho date a loro; essi le hanno accolte e sanno veramente che sono uscito da te e hanno creduto che tu mi hai mandato. [9]Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per coloro che mi hai dato, perché sono tuoi. [10]Tutte le cose mie sono tue e tutte le cose tue sono mie, e io sono glorificato in loro. [11]Io non sono più nel mondo; essi invece sono nel mondo, e io vengo a te. Padre santo, custodisci nel tuo nome coloro che mi hai dato, perché siano una cosa sola, come noi.

[12]Quand'ero con loro, io conservavo nel tuo nome coloro che mi hai dato e li ho custoditi; nessuno di loro è andato perduto, tranne il figlio della perdizione, perché si adempisse la Scrittura. [13]Ma ora io vengo a te e dico queste cose mentre sono ancora nel mondo, perché abbiano in se stessi la pienezza della mia gioia. [14]Io ho dato a loro la tua parola e il mondo li ha odiati perché essi non sono del mondo, come io non sono del mondo.

[15]Non chiedo che tu li tolga dal mondo, ma che li custodisca dal maligno. [16]Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. [17]Consacrali nella verità. La tua parola è verità. [18]Come tu mi hai mandato nel mondo, anch'io li ho mandati nel mondo; [19]per loro io consacro me stesso, perché siano anch'essi consacrati nella verità.

[20]Non prego solo per questi, ma anche per quelli che per la loro parola crederanno in me; [21]perché tutti siano una sola cosa. Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch'essi in noi una cosa sola, perché il mondo creda che tu mi hai mandato.

[22]E la gloria che tu hai dato a me, io l'ho data a loro, perché siano come noi una cosa sola. [23]Io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell'unità e il mondo sappia che tu mi hai mandato e li hai amati come hai amato me.

[24]Padre, voglio che anche quelli che mi hai dato siano con me dove sono io, perché contemplino la mia gloria, quella che mi hai dato; poiché tu mi hai amato prima della creazione del mondo.

[25]Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto; questi sanno che tu mi hai mandato. [26]E io ho fatto conoscere loro il tuo nome e lo farò conoscere, perché l'amore con il quale mi hai amato sia in essi e io in loro".

 

 

 

   

  La preghiera sacerdotale di Gesù.

 La preghiera che Gesù ha rivolto al Padre mentre si trovava nell'orto del Getsemani , riportata nel capitolo diciassettesimo del Vangelo di San Giovanni, esprime tutto il suo amore per la sua chiesa nascente (gli "uomini che tu mi 'hai dati dal mondo").
Gesù rivela la premura per i suoi discepoli nelle parole contenute nel versetto 9: "Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per quelli che tu mi 'hai dato, perché sono tuoi" e, conoscendo le prove alle quali gli stessi sarebbero stati sottoposti in seguito, aggiunse: "Padre santo, conservali nel tuo nome, essi che tu mi hai dati, affinché siano uno, come noi" (vers. 11).

 Gesù sapeva che l'uomo, pellegrino in questo mondo, è soggetto al continuo bersaglio dei colpi di un nemico che vuole impedirgli la salvezza che otterrà al raggiungimento della patria celeste ove è diretto.
Per questo Gesù, desiderando che l'uomo compia interamente ed integralmente il cammino verso la salvezza, rivolto al Padre, dice: "Io non ti prego che tu li tolga dal mondo, ma che tu li preservi dal maligno".
Consapevole della rinuncia al mondo dei suoi discepoli, Gesù prega ancora così il Padre: "Santificali nella verità: la tua parola è verità" (vers. 17).
La preghiera di Gesù è eterna come Egli è eterno. La sua intercessione è valida anche oggi, domani e sempre, fino al completamento della Sua Chiesa, infatti Egli disse: "Io non prego soltanto per questi, ma anche per quelli che credono in me per mezzo della loro parola" (vers. 20).
Infine Gesù espone lo scopo finale della sua preghiera dicendo ancora: "...che siano tutti uno".

 Ma questa "unità" nello Spirito Santo, nell'Amore con la A maiuscola (per intendere con questo l'Amore di Dio), voluta da Gesù, non si limita alle persone dei suoi discepoli, ma comprende anche le persone del Padre e di se stesso. Per questo dice, di seguito nel versetto 21: "...che come tu, o Padre, sei in me, ed io sono in te, anch'essi siano in noi, affinché il mondo creda che tu mi hai mandato".

Per tale fine, per questa unione perfetta con la Trinità, nella Verità, Gesù concesse la gloria avuta dal Padre anche ai suoi discepoli i quali, infatti, poterono operare gloriosamente nel suo nome segni, prodigi e miracoli, rivelandosi al mondo come "eletti ed amati da Dio" (vedi Romani 1:7; 1° Tessalonicesi 1:4; Colossesi 3:12).
"E io ho dato loro la gloria che tu hai dato a me, affinché siano uno come noi siamo uno; io in loro, e tu in me; acciocché siano perfetti nell'unità, e affinché il mondo conosca che tu mi hai mandato, e che li ami come hai amato me" (vers.22-23).
Senza "questa unità" ogni evangelizzazione sarà vana, il mondo non potrà credere!

 Ma l'unione perfetta voluta da Gesù doveva essere anche indissolubile per l'eternità. Egli dice ancora infatti: "Padre, io voglio che dove sono io, siano meco anche quelli che tu mi hai dati, affinché vedano la mia gloria che tu mi hai data; poiché tu mi hai amato avanti la fondazione del mondo.
Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto; e questi hanno conosciuto che tu mi hai mandato; ed io ho fatto loro conoscere il tuo nome, e lo farò conoscere, affinché l'amore del quale tu mi hai amato sia in loro, ed io in loro" (vers.24-26).
Ora, considerando questa santa e sublime volontà di Gesù Cristo, nostro Signore, e tutti quelli che viviamo la fede (così come riassunta nel credo di Nicea e successive modifiche, promulgato a Calcedonia nell'anno 451 ) dovremmo chiederci:
1. Siamo "così" uniti o viviamo arroccati in "religioni" diverse?
2. Quali passi abbiamo fatto verso i fratelli che vivono un cristianesimo che presenta diversità di opinioni dalla nostra?
3. Ci siamo riuniti sotto la guida dello Spirito Santo per un sano ed onesto confronto al fine di correggere chi, in buona fede, vive ed opera secondo credenze che non hanno fondamento scritturale?
4. Siamo disposti a mettere in discussione noi stessi, le nostre convinzioni e la nostra sapienza, per accettare unicamente quella Verità che procede da Dio? (abbiamo letto: "Santificali nella Verità, la Tua Parola è Verità", Giov. 17:17).
5. Perché diciamo al Padre nostro "venga il Tuo regno" se poi vogliamo regnare noi nel nostro cuore?
6. Apparteniamo ad una denominazione religiosa o a Cristo?
7. Siamo solo "religiosi" o cristiani?
8. Ed infine, siamo veramente cristiani? - Perché, se è così, possiamo verificarlo; la Parola dice per questo: "Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate, ecco, sono diventate nuove" (2° Corinzi 5:17); se siamo veri cristiani, la nostra vecchia vita deve oggi essere diversa; è così per noi? 
9. In cosa identifichiamo la Chiesa di Cristo, in un'organizzazione che si dice tale o in quella "universale", che solo Egli rivelerà nel giorno del radunamento dei santi?
10. Da quale segno ci riconosceranno come discepoli di Cristo, da un abito, da una etichetta religiosa?
È vero, un segno di distinzione esiste ed è stato lo stesso Maestro ad indicarcelo. Egli disse: "Da questo conosceranno tutti che siete miei discepoli, se avete amore gli uni per gli altri" (Giovanni 13:35); e, come sappiamo, l'Amore non divide, ma unisce.

    

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



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