Condividla
tua vita, la tua esperienza, qualcosa di tuo con le persone che ti circondano,
significa prendersi per mano e prepararsi per fare un cammino di fraternità insieme,
che diventa qualcosa di bello, di fantastico solo se tu vivi nella
condivisione, che non significa chiudersi in se stessi, ma implica che tu vada
verso il tuo prossimo trovando soluzioni ai tuoi problemi che sono sempre più
piccoli di te. Questa è l'unica soluzione per risolvere i problemi e le
difficoltà che ti assillano e attanagliano rendendo buia la tua vita.
Atto di Consacrazione alla
Madonna di San Luigi Maria Grignion da Montfort
O Sapienza eterna ed
incarnata, o amabilissimo e adorabilissimo Gesù, vero Dio e vero Uomo, Figlio
unico dell'eterno Padre e di Maria sempre Vergine, io ti adoro profondamente
sia nel seno e negli splendori del Padre, durante l'eternità, sia nel seno
verginale di Maria, tua degnissima Madre, nel tempo dell'Incarnazione.
Ti ringrazio perché ti sei
annientato prendendo la forma di uno schiavo, per liberarmi dalla crudele
schiavitù del demonio. Ti lodo e ti glorifico per aver voluto sottometterti a
Maria, tua santa Madre, in ogni cosa, al fine di rendermi per mezzo di lei
tuo schiavo fedele.
Ma, ingrato ed infedele che
sono, non ho mantenuto i voti e le promesse che ti ho fatto così solennemente
nel santo Battesimo e non ho adempiuto ai miei obblighi. Non merito di essere
chiamato tuo figlio e tuo schiavo. E siccome non c'è nulla in me che non
meriti le tue ripulse e il tuo sdegno, non oso più avvicinarmi da solo alla
tua santissima e augustissima Maestà.
Ricorrerò all'intercessione
della tua santa Madre, che mi hai assegnata come mediatrice presso di te: per
mezzo suo spero di ottenere da te la contrizione e il perdono dei miei
peccati, l'acquisto e la conservazione della sapienza.
Ti saluto, dunque, o Maria
Immacolata, tabernacolo vivente della Divinità, in cui nascosta la Sapienza
eterna vuol essere adorata dagli angeli e dagli uomini. Io ti saluto, Regina
del cielo e della terra, al cui impero è sottomesso ogni suddito di Dio. Ti
saluto, rifugio sicuro dei peccatori, la cui misericordia non mancò mai a
nessuno. Esaudisci i desideri che ho della divina Sapienza e ricevi i voti e
le offerte che la mia pochezza ti presenta.
Io (nome), peccatore infedele,
rinnovo e riaffermo nelle tue mani i voti del mio Battesimo: rinunzio per
sempre a Satana, alle sue vanità e alle sue opere, e mi do interamente a Gesù
Cristo, Sapienza incarnata, per portare dietro a Lui la mia croce, tutti i
giorni della mia vita.
E affinché gli sia più fedele
di quanto lo fui fin qui, io ti eleggo oggi, o Maria, alla presenza di tutta
la corte celeste, per mia Madre e Padrona.
Mi abbandono e consacro, come
schiavo, il mio corpo e la mia anima, i miei beni interiori ed esteriori, e
il valore stesso delle mie azioni buone, passate, presenti e future, lasciandoti
intero e pieno diritto di disporre di me e di quanto mi appartiene, senza
eccezione, per la maggior gloria di Dio nel tempo e nell'eternità.
Ricevi, o Vergine benigna,
questa piccola offerta della mia schiavitù, in onore e in unione della sottomissione
che la Sapienza eterna si compiacque di avere alla tua maternità, in omaggio
al potere che entrambi avete su questo miserabile peccatore, in
ringraziamento dei privilegi di cui ti favorì la Santissima Trinità.
Dichiaro che d'ora innanzi io
voglio, quale tuo vero schiavo, cercare il tuo onore e la tua obbedienza in
ogni cosa.
O Madre ammirabile, presentami
al tuo caro Figlio, in qualità d'eterno schiavo, affinché avendomi riscattato
per mezzo tuo, per mezzo tuo mi riceva.
O Madre di Misericordia, concedimi
la grazia di ottenere la vera sapienza di Dio e di mettermi nel numero di
quelli che tu ami, ammaestri, guidi, nutri e proteggi, come tuoi figli e tuoi
schiavi.
O Vergine fedele, rendimi in
tutte le cose un così perfetto discepolo, imitatore e schiavo della Sapienza
incarnata, Gesù Cristo, tuo Figlio, affinché io giunga, per tua intercessione
e a tuo esempio, alla pienezza della Sua età sulla terra e della Sua gloria
in Cielo.
Dio non ti chiedera' che modello di auto usavi....ma ti chiedera'
a quanta gente hai dato un passaggio !!
Dio non ti chiedera' i metri quadrati
della tua casa ......ti chiedera' quanta gente hai ospitato !!
Dio non ti chiedera' la marca dei
vestiti nel tuo armadio .....ti chiedera' quanta gente hai aiutato a vestirsi
!!
Dio non ti chiedera' quanto era alto
il tuo stipendio ......ti chiedera' sei hai venduto la tua coscenza per
ottenerlo !!
Dio non ti chiedera' qual era il tuo
titolo di studio .......ti chiedera' se hai fatto il tuo lavoro al meglio
delle tue capacita' !!
Dio non ti chiedera' quanti amici
avevi ......ti chiedera' quanta gente ti considerava suo amico !!
Dio non ti chiedera' in che quartiere
vivevi ......ti chiedera' come trattavi i tuoi vicini !!
Dio non ti chiedera' il colore della tua
pelle .....ti chiedera' la purezza della tua anima !!
Dio non ti chiedera' perche ' hai
tardato tanto a cercare la salvezza ......ti portera' con amore alla tua Casa
in cielo, e non alle porte dell' Inferno !!!
Dio non ti chiedera' a chi hai scritto
questo messaggio ......ti chiedera' se ti sei vergognato di amare !!
Dio non ti accusa : ti chiede solo di
predicare con l'esempio.....
cominciando ad augurare ogni bene a
tutti !!
DUE MINUTI PER LA VITA
Due minuti al giorno è il tempo
che Ti invitiamo ad offrire per aderire alla grande iniziativa di preghiera
per la vita che è iniziata il 7 ottobre 2005, in occasione della festa della
Beata Vergine del Rosario. Nella preghiera saranno ricordati:
i milioni di bambini
coinvolti,
le donne che hanno abortito,
quelle che stanno decidendo e sono ancora in tempo per tornare indietro,
i padri che hanno favorito o
subito un aborto volontario o che attualmente si trovano accanto ad una donna
che sta decidendo in merito,
i medici abortisti.
Le preghiere da recitarsi,
secondo queste intenzioni, sono:
Salve Regina,
Preghiera finale
dell'enciclica Evangelium Vitae di Giovanni Paolo II,
Angelo di Dio,
Eterno riposo.
Il tempo necessario è poco e
nessuno può dire di non riuscire a trovarlo nella propria giornata.
Con questo progetto si mira a
trovare 150.000 persone, ed oltre, che ogni giorno recitino queste preghiere.
Il numero corrisponde a quello - leggermente approssimato per eccesso - degli
aborti accertati che vengono praticati ogni anno in Italia. Per raggiungere
tale obiettivo abbiamo bisogno del tuo aiuto e della tua generosità per
riuscire a coinvolgere quante più persone possibili, tutte quelle a cui sta a
cuore la difesa della vita.
Unisciti quotidianamente alla
preghiera e fai girare la voce!
Ma servirà davvero per
difendere la vita?
"[...] è urgente una
grande preghiera per la vita, che attraversi il mondo intero".
(Giovanni Paolo II, Evangelium Vitae, n. 100)
Salve, Regina, madre di
misericordia,
vita, dolcezza e speranza nostra,
salve.
A te ricorriamo, esuli figli di
Eva;
a te sospiriamo, gementi e
piangenti in questa valle di lacrime.
Orsù dunque, avvocata nostra,
rivolgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi.
E mostraci, dopo questo esilio,
Gesù, il frutto benedetto del tuo seno.
O clemente, o pia, o dolce
Vergine Maria.
***
O Maria,
aurora del mondo nuovo,
Madre dei viventi,
affidiamo a Te la causa
della vita:
guarda, o Madre, al numero
sconfinato
di bimbi cui viene impedito
di nascere,
di poveri cui è reso
difficile vivere,
di uomini e donne vittime di
disumana violenza,
di anziani e malati uccisi
dall'indifferenza
o da una presunta pietà.
Fa' che quanti credono nel
tuo Figlio
sappiano annunciare con
franchezza e amore
agli uomini del nostro tempo
il Vangelo della vita.
Ottieni loro la grazia di
accoglierlo
come dono sempre nuovo,
la gioia di celebrarlo con
gratitudine
in tutta la loro esistenza
e il coraggio di
testimoniarlo
con tenacia operosa, per
costruire,
insieme con tutti gli uomini
di buona volontà,
la civiltà della verità e
dell'amore
a lode e gloria di Dio
creatore e amante della vita.
Giovanni Paolo II, Lettera Enciclica Evangelium Vitae sul valore
e l'inviolabilità della vita umana, n. 105
***
Angeli di Dio, che siete i
loro custodi, illuminateli, custoditeli,
reggete e governate loro che
vi furono affidati dalla pietà celeste.
Amen
***
L'eterno riposo dona loro, o
Signore,
e splenda ad essi la luce
perpetua.
Riposino in pace.
Amen
***
Maria, Regina della vita, prega per noi!
Giovanni Paolo II, prega per noi!
Domenica 29 Gennaio 2012
IV DOMENICA
DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)
Grado della Celebrazione: DOMENICA Colore liturgico: Verde
Prima lettura
Dt
18,15-20
Susciterò un profeta e gli porrò in bocca le mie parole.
Dal
libro del Deuterònomio
Mosè parlò al popolo dicendo:
"Il Signore, tuo Dio, susciterà per te, in mezzo a te, tra i tuoi fratelli,
un profeta pari a me. A lui darete ascolto.
Avrai così quanto hai chiesto al Signore, tuo Dio, sull'Oreb, il giorno dell'assemblea,
dicendo: "Che io non oda più la voce del Signore, mio Dio, e non veda più
questo grande fuoco, perché non muoia".
Il Signore mi rispose: "Quello che hanno detto, va bene. Io susciterò loro
un profeta in mezzo ai loro fratelli e gli porrò in bocca le mie parole ed
egli dirà loro quanto io gli comanderò. Se qualcuno non ascolterà le parole
che egli dirà in mio nome, io gliene domanderò conto. Ma il profeta che
avrà la presunzione di dire in mio nome una cosa che io non gli ho
comandato di dire, o che parlerà in nome di altri dèi, quel profeta dovrà
morire"".
Parola di Dio
Salmo responsoriale
Sal
94
Ascoltate
oggi la voce del Signore.
Venite, cantiamo al Signore,
acclamiamo la roccia della nostra salvezza.
Accostiamoci a lui per rendergli grazie,
a lui acclamiamo con canti di gioia.
Entrate: prostràti, adoriamo,
in ginocchio davanti al Signore che ci ha fatti.
È lui il nostro Dio
e noi il popolo del suo pascolo,
il gregge che egli conduce.
Se ascoltaste oggi la sua voce!
"Non indurite il cuore come a Merìba,
come nel giorno di Massa nel deserto,
dove mi tentarono i vostri padri:
mi misero alla prova
pur avendo visto le mie opere".
Seconda lettura
1Cor
7,32-35
La vergine si preoccupa delle cose del Signore, per essere santa.
Dalla
prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
Fratelli, io vorrei che foste senza preoccupazioni: chi non è sposato si
preoccupa delle cose del Signore, come possa piacere al Signore; chi è
sposato invece si preoccupa delle cose del mondo, come possa piacere alla
moglie, e si trova diviso!
Così la donna non sposata, come la vergine, si preoccupa delle cose del
Signore, per essere santa nel corpo e nello spirito; la donna sposata
invece si preoccupa delle cose del mondo, come possa piacere al marito.
Questo lo dico per il vostro bene: non per gettarvi un laccio, ma perché vi
comportiate degnamente e restiate fedeli al Signore, senza deviazioni.
Parola di Dio
Canto al Vangelo (Mt 4, 16)
Alleluia, alleluia.
Il popolo che abitava nelle tenebre
vide una grande luce,
per quelli che abitavano in regione e ombra di morte
una luce è sorta.
Alleluia.
Vangelo
Mc
1,21-28
Insegnava loro come uno che ha autorità.
Dal
Vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, [a Cafàrnao,]
insegnava. Ed erano stupiti del suo insegnamento: egli infatti insegnava
loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi.
Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro
e cominciò a gridare, dicendo: "Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto
a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!". E Gesù gli ordinò
severamente: "Taci! Esci da lui!". E lo spirito impuro, straziandolo e
gridando forte, uscì da lui.
Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: "Che è mai
questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli
spiriti impuri e gli obbediscono!".
La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea.
Parola del Signore
Commento (29-01-2012)
Per noi
"Ascoltate oggi la voce del Signore". Il ritornello del Salmo
invita ciascuno di noi a prestare attenzione alle parole del Signore Gesù,
perché sono il fondamento della nostra salvezza.
Gesù, parlando con autorità (1,22), e liberando l'uomo dal male (v.25),
invita la creatura a disfarsi di ogni preoccupazione, e a intraprendere il
cammino di conversione che solo Lui può concedere. Infatti, la guarigione
dell'uomo "posseduto da uno spirito impuro" (v.23) è il segno
esterno di quel riscatto di cui tutti abbiamo bisogno, e che tutti possiamo
sperimentare se accettiamo di farci raggiungere dal Signore. Il Maestro,
Colui che parla con autorità, cioè in modo diverso rispetto agli altri
scribi (v.22), è capace di ridare speranza al nostro cuore, distrutto dai
disagi quotidiani.
In che modo riusciremo a riconoscere la Sua voce? Come faremo ad accorgerci
della Sua presenza? Chi ci dirà se la strada che percorriamo è quella
giusta?
San Marco racconta che l'episodio del miracolo è compiuto nella sinagoga
(v.23), nella comunità. Dunque, solo all'interno della Chiesa, l'uomo è
sicuro di entrare in contatto con il Salvatore. La comunità dei credenti,
frutto diretto della comunione con la vita nuova realizzata da Cristo Gesù,
rende visibile il segno supremo del Suo amore, cioè il mistero (sacramento)
della Sua persona. Tale mistero è stabilito nella grazia dei sacramenti,
specialmente l'eucaristia; per cui, celebrandoli, la Chiesa rende presente,
nell'oggi della storia, l'amore eterno di Dio verso l'uomo. Vivere in
quest'inconto d'amore significa, perciò, abbandonare le false percezioni
che potremmo avere riguardo la Chiesa, e crescere nella fede, meditando la
Parola e partecipando ai sacramenti. Solamente in questo modo, saremo in
grado di distinguere l'appello autorevole del Maestro alla salvezza:
"non sei più schiavo delle realta futili del mondo che ottenebrano il
cuore e ti impediscono di guardare in Alto, ma sei libero di amare".
Non sentiamoci vinti dalle angustie: la forza della Parola sta proprio
nella sua capacità di far ricominciare tutto da capo. Ma, nulla può essere
riformato se prima non diciamo il nostro si al Rendentore, e un no deciso a
tutto quello che ci impedisce di camminare dietro le Sue orme.
La guarigione
dell'indemoniato è il primo esorcismo raccontato nel Vangelo di Marco. Mi
colpisce che questa scena avvenga nella sinagoga e non in una viottola
della periferia di Cafarnao... La prima liberazione, cioè, avviene dentro
la comunità, nel luogo della preghiera e dell'incontro. La scelta che ha
guidato i primi passi della vita pubblica del Rabbì invita ciascuno di noi
a partire da "dentro", da quell'impasto meraviglioso di santità e
di peccato, di slanci e di fatiche, di eroismi e di mediocrità che sono le
nostre comunità.
Prima di puntare il dito fuori, siamo interpellati a scrutare la nostra
vita comunitaria, a smuovere i macigni che impediscono di percorrere le
strade della fraternità, a ritrovare sentieri di speranza, a far circolare
aria fresca, a sbarrare i vicoli senza uscita della superficialità e a non
impantanarci nei fanghi del formalismo.
Ricordiamo sempre che la Chiesa non è una comunità di perfetti ma di
peccatori perdonati e redenti che invitano alla conversione e testimoniano
che cambiare si può.
Basta sceglierlo.
Basta mettersi nelle sue mani.
I discepoli di Gesù che hanno sperimentato sulla loro pelle la potenza
trasformante del perdono, annunciano che stare con Gesù è più bello di
quanto si possa immaginare e più straordinario di quanto si osi sperare.
No, non serve essere perfetti.
Il Rabbì non se ne fa nulla di una combriccola dei superman della fede.
Gesù vuole discepoli che si lascino perdonare, amare, trasformare; uomini e
donne che abbiamo il coraggio e la follia di camminare al suo fianco e di
annunciare a tutti che con Lui o senza di Lui non è la stessa cosa.
Mi colpisce che la prima parola rivolta da Gesù all'indemoniato sia un
invito al silenzio: "Taci". Marco utilizza un verbo molto forte
che richiama il gesto di mettere la museruola. Per essere raggiunti,
toccati e trasformati dalla Parola occorre stare in silenzio, fermarsi,
interrompere le frenesie pastorali e dare tempo al seme gettato in terra di
marcire e di portare frutto.
Taci. Fermati. Ascolta. Guarda. Sentiti. Vivi.
La preghiera di Gesù e di Ogni Cristiano al
termine della giornata trascorsa
[1]Così parlò
Gesù. Quindi, alzati gli occhi al cielo, disse: "Padre, è giunta l'ora,
glorifica il Figlio tuo, perché il Figlio glorifichi te. [2]Poiché
tu gli hai dato potere sopra ogni essere umano, perché egli dia la vita
eterna a tutti coloro che gli hai dato. [3]Questa è la vita eterna:
che conoscano te, l'unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo. [4]Io
ti ho glorificato sopra la terra, compiendo l'opera che mi hai dato da
fare. [5]E ora, Padre, glorificami davanti a te, con quella gloria
che avevo presso di te prima che il mondo fosse.
[6]Ho fatto
conoscere il tuo nome agli uomini che mi hai dato dal mondo. Erano tuoi e
li hai dati a me ed essi hanno osservato la tua parola. [7]Ora essi
sanno che tutte le cose che mi hai dato vengono da te, [8]perché le
parole che hai dato a me io le ho date a loro; essi le hanno accolte e
sanno veramente che sono uscito da te e hanno creduto che tu mi hai
mandato. [9]Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per coloro
che mi hai dato, perché sono tuoi. [10]Tutte le cose mie sono tue e
tutte le cose tue sono mie, e io sono glorificato in loro. [11]Io
non sono più nel mondo; essi invece sono nel mondo, e io vengo a te. Padre
santo, custodisci nel tuo nome coloro che mi hai dato, perché siano una
cosa sola, come noi.
[12]Quand'ero con
loro, io conservavo nel tuo nome coloro che mi hai dato e li ho custoditi;
nessuno di loro è andato perduto, tranne il figlio della perdizione, perché
si adempisse la Scrittura. [13]Ma ora io vengo a te e dico queste
cose mentre sono ancora nel mondo, perché abbiano in se stessi la pienezza
della mia gioia. [14]Io ho dato a loro la tua parola e il mondo li
ha odiati perché essi non sono del mondo, come io non sono del mondo.
[15]Non chiedo
che tu li tolga dal mondo, ma che li custodisca dal maligno. [16]Essi
non sono del mondo, come io non sono del mondo. [17]Consacrali nella
verità. La tua parola è verità. [18]Come tu mi hai mandato nel
mondo, anch'io li ho mandati nel mondo; [19]per loro io consacro me
stesso, perché siano anch'essi consacrati nella verità.
[20]Non prego
solo per questi, ma anche per quelli che per la loro parola crederanno in
me; [21]perché tutti siano una sola cosa. Come tu, Padre, sei in me
e io in te, siano anch'essi in noi una cosa sola, perché il mondo creda che
tu mi hai mandato.
[22]E la gloria che
tu hai dato a me, io l'ho data a loro, perché siano come noi una cosa sola.
[23]Io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell'unità e il
mondo sappia che tu mi hai mandato e li hai amati come hai amato me.
[24]Padre, voglio
che anche quelli che mi hai dato siano con me dove sono io, perché
contemplino la mia gloria, quella che mi hai dato; poiché tu mi hai amato
prima della creazione del mondo.
[25]Padre giusto,
il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto; questi sanno che tu
mi hai mandato. [26]E io ho fatto conoscere loro il tuo nome e lo
farò conoscere, perché l'amore con il quale mi hai amato sia in essi e io
in loro".
La preghiera sacerdotale di Gesù.
La preghiera che Gesù ha rivolto al Padre
mentre si trovava nell'orto del Getsemani , riportata nel capitolo
diciassettesimo del Vangelo di San Giovanni, esprime tutto il suo amore per
la sua chiesa nascente (gli "uomini che tu mi 'hai dati dal
mondo").
Gesù rivela la premura per i suoi discepoli nelle parole contenute nel
versetto 9: "Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per quelli
che tu mi 'hai dato, perché sono tuoi" e, conoscendo le prove alle
quali gli stessi sarebbero stati sottoposti in seguito, aggiunse: "Padre
santo, conservali nel tuo nome, essi che tu mi hai dati, affinché siano
uno, come noi" (vers. 11).
Gesù sapeva
che l'uomo, pellegrino in questo mondo, è soggetto al continuo bersaglio
dei colpi di un nemico che vuole
impedirgli la salvezza che otterrà al raggiungimento della patria celeste
ove è diretto.
Per questo Gesù, desiderando che l'uomo compia interamente ed integralmente
il cammino verso la salvezza, rivolto al Padre, dice: "Io non ti prego
che tu li tolga dal mondo, ma che tu li preservi dal maligno".
Consapevole della rinuncia al mondo dei suoi discepoli, Gesù prega ancora
così il Padre: "Santificali nella verità: la tua parola è verità"
(vers. 17).
La preghiera di Gesù è eterna come Egli è eterno. La sua intercessione è
valida anche oggi, domani e sempre, fino al completamento della Sua Chiesa,
infatti Egli disse: "Io non prego soltanto per questi, ma anche per
quelli che credono in me per mezzo della loro parola" (vers. 20).
Infine Gesù espone lo scopo finale della sua preghiera dicendo ancora:
"...che siano tutti uno".
Ma questa
"unità" nello Spirito Santo, nell'Amore con la A maiuscola (per intendere con questo l'Amore
di Dio), voluta da Gesù, non si limita alle persone dei suoi discepoli, ma
comprende anche le persone del Padre e di se stesso. Per questo dice, di
seguito nel versetto 21: "...che come tu, o Padre, sei in me, ed io
sono in te, anch'essi siano in noi, affinché il mondo creda che tu mi hai
mandato".
Per
tale fine, per questa unione perfetta con la Trinità, nella Verità, Gesù
concesse la gloria avuta dal Padre anche ai suoi discepoli i quali,
infatti, poterono operare gloriosamente nel suo nome segni, prodigi e
miracoli, rivelandosi al mondo come "eletti ed amati da Dio"
(vedi Romani 1:7; 1° Tessalonicesi 1:4; Colossesi 3:12).
"E io ho dato loro la gloria che tu hai dato a me, affinché siano uno
come noi siamo uno; io in loro, e tu in me; acciocché siano perfetti
nell'unità, e affinché il mondo conosca che tu mi hai mandato, e che li ami
come hai amato me" (vers.22-23).
Senza "questa unità" ogni evangelizzazione sarà vana, il mondo
non potrà credere!
Ma l'unione
perfetta voluta da Gesù doveva essere anche indissolubile per l'eternità. Egli dice ancora infatti:
"Padre, io voglio che dove sono io, siano meco anche quelli che tu mi
hai dati, affinché vedano la mia gloria che tu mi hai data; poiché tu mi
hai amato avanti la fondazione del mondo.
Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto; e
questi hanno conosciuto che tu mi hai mandato; ed io ho fatto loro
conoscere il tuo nome, e lo farò conoscere, affinché l'amore del quale tu
mi hai amato sia in loro, ed io in loro" (vers.24-26).
Ora, considerando questa santa e sublime volontà di Gesù Cristo, nostro
Signore, e tutti quelli che viviamo la fede (così come riassunta nel credo
di Nicea e successive modifiche, promulgato a Calcedonia nell'anno 451 )
dovremmo chiederci:
1. Siamo "così" uniti o viviamo arroccati in
"religioni" diverse?
2. Quali passi abbiamo fatto verso i fratelli che vivono un cristianesimo
che presenta diversità di opinioni dalla nostra?
3. Ci siamo riuniti sotto la guida dello Spirito Santo per un sano ed
onesto confronto al fine di correggere chi, in buona fede, vive ed opera
secondo credenze che non hanno fondamento scritturale?
4. Siamo disposti a mettere in discussione noi stessi, le nostre
convinzioni e la nostra sapienza, per accettare unicamente quella Verità
che procede da Dio? (abbiamo letto: "Santificali nella Verità, la Tua
Parola è Verità", Giov. 17:17).
5. Perché diciamo al Padre nostro "venga il Tuo regno" se poi
vogliamo regnare noi nel nostro cuore?
6. Apparteniamo ad una denominazione religiosa o a Cristo?
7. Siamo solo "religiosi" o cristiani?
8. Ed infine, siamo veramente cristiani? - Perché, se è così, possiamo
verificarlo; la Parola dice per questo: "Se dunque uno è in Cristo,
egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate, ecco, sono
diventate nuove" (2° Corinzi 5:17); se siamo veri cristiani, la nostra
vecchia vita deve oggi essere diversa; è così per noi?
9. In cosa identifichiamo la Chiesa di Cristo, in un'organizzazione che si
dice tale o in quella "universale", che solo Egli rivelerà nel
giorno del radunamento dei santi?
10. Da quale segno ci riconosceranno come discepoli di Cristo, da un abito,
da una etichetta religiosa?
È vero, un segno di distinzione esiste ed è stato lo stesso Maestro ad
indicarcelo. Egli disse: "Da questo conosceranno tutti che siete miei
discepoli, se avete amore gli uni per gli altri" (Giovanni 13:35); e,
come sappiamo, l'Amore non divide, ma unisce.